
Tre artificiali in acque di cristallo
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Bentornato Esox!
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Testo e fotografie di Marco Altamura
Uno degli appuntamenti irrinunciabili è quello che riguarda la ricerca a jigging nei giorni antecedenti la chiusura della pesca alla lucioperca nei grandi laghi subalpini.
Solitamente questi affascinanti pesci raggiungono per tempo gli areali di frega già a metà marzo e le grosse femmine della specie si trattengono nei sottoriva fino a frega avvenuta, talvolta a tutto giugno.

La tecnica del jigging con imitazioni di shad siliconici fatti lavorare nei pressi del fondale risulta essere il metodo più efficace per indurre questi predatori ad aggredire con ferocia i nostri artificiali.

L’azione di pesca consiste nel manovrare gli shad facendo ispezionare loro tutti gli anfratti e le strutture del fondo, con particolare attenzione agli ostacoli posizionati in posizione sopraelevata rispetto la piana bentonica; dovranno essere curate in modo particolare tutte le fasi di rilascio, quando cioè i nostri artificiali collasseranno dopo una fase di trazione.
Personalmente utilizzo canne di lunghezza mt 2,40/2,70 con spiccata azione di punta ma anche con uno notevole riserva di potenza per far fronte a combattimenti gravosi; il mulinello è un “taglia 4000/5000” con un’ottima frizione progressiva, bobina maggiorata con bordi svasati ed una buona dotazione di cuscinetti a sfera, caricato con un super filo trecciato di ottima qualità come Asso 8XPE Perfect Storm di spessore mm 0,15 di colore verde oppure, per sessioni notturne, giallo fluo.
Come terminale in fluoro l’ottimo Asso Superfluorocarbon nello spessore mm 0,32 contraddistinto da grandi doti di resistenza all’abrasione e tenacia anche in presenza di pericolosissimi ostacoli bentonici.









